Buon Natale da quaggiù

Ecco, è arrivato. E’ la mattina del 24 dicembre qui dall’altro lato del mondo, il nostro secondo Natale ad una quantità di kilometri infinita lontani da casa.
Quando si diventa grandi il Natale perde un po’ la magia che aveva quando lo aspettavamo con ansia da bambini, imbaccucati nei cappotti, stregati dalle luci multicolore che da un mese prima ci preannunciavano il momento del lavoretto a scuola, il rito della letterina e preparavano il nostro nasino alle cucine delle mamme e delle nonne. E’ passato il momento in cui ci mettevamo in punta di piedi per sbirciare come le nostre nonne preparavano dolci speciali, in quantità da sfamare un battaglione e inconsciamente sapevamo che sarebbe all’improvviso arrivato qualche zio o conoscente dal nord e dalle valige serissime da persone adulte avrebbero tirato fuori quache pacchetto infiocchettato. 
E’ passato ma in fondo è ancora qui e lo sentiamo ancora nel naso l’odore di cibo intenso mischiato al freddo pungente dell’inverno pronto ad esplodere. Il telefono che squilla e le canzoncine natalizie a filodiffusione nei negozi. 
E nonostante a letterina non la scriviamo più a Babbo Natale ma la pronunciamo segretamente dentro di noi inanellando tutti i regalini che vorremmo da noi stessi, i buoni propositi che ci aspettiamo di mettere in atto nell’anno nuovo, il Natale in fondo in fondo a noi stessi ha lo stesso sapore di mandorle e marzapane, cioccolata e marmellata. Mantiene in sè lo stesso inconfondibile sottofondo di famiglia urlante, di bambini eccitati, di babbi natali improvvisati che urlano Ho Ho Ho nascondendosi dietro a barbe di lana.
Anche quaggiù, dove non si ha l’abitudine del cenone di Natale, occasione privilegiata per riunire attorno ad una tombola tutta la famiglia, amici e conoscenti, con un bicchierino di limoncello in una mano e monetine dall’altra, noi un po’ sentiremo tutto il calore che tutti quelli che ci vogliono bene emaneranno stasera. 
E sarà un’altra serata in cui vi penseremo più forte andando a dormire con il desiderio a fior di labbra di vedervi qui con noi perr il prossimo Natale magari.
Intanto noi, in pantaloncini e sandali, ci prepariamo a vivere un Christmas Day all’australiana. In giardino ovviamente, tra dolci alla frutta e barbecue.

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