Frida Kahlo. Amo te che…..

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Io amo te come si ama una favola antica. Amo te con i tuoi colori sgargianti che bucano foto in bianco e nero. Amo il sorriso accennato che si fa spazio tra le tue ossa rotte e la tua risata rubata da obbiettivi avidi di immortalarti.
Amo le tue trecce che trattengono l’infanzia e le tue acconciature che parlano lingue dimenticate. Amo il tuo sguardo lontano che guarda lontano e le tue mani, ossa musicali ingioiellate in argenti tintinnanti.
Amo te come il poeta ama la sua musa.
Tu che vivi mille vite oltre la morte e che hai sperato di non tornare. Tu che hai vissuto aggrappata ad una impalcatura di gesso, anima rigida di un cuore morbidissimo, fragile sfoglia di vita.
Amo te che hai pianto le lacrime dei poveri e bevuto ai calici dei saggi. Tu che hai ali che accarezzano gli occhi dei curiosi, solleticano i bambini nei fianchi e spostano l’aria rendendola elettrica.

600full-frida-kahloAmo che hai amato abbracciando l’amore da tutti i lati e che hai aperto le tue ferite per prenderne anche l’amaro.
Tu che sei nata quando il popolo è insorto, che hai intonato la tua voce con la voce del Messico che urlava a pugno chiuso, che hai marciato zoppicante puntando dritto al cuore della storia.
Tu che hai aperto i cuori dei tuoi amanti e ne hai strappato un pezzo ma che hai lasciato il tuo, colomba delicata, per il più impacciato degli elefanti. Hai dato baci di nostalgia a donne curiose e concesso le tue cicatrici ad artisti incantati.
Tu che sei stata madre senza esserlo e hai pianto il vuoto, cavo e sordo, scavato dalla vita che non trova compimento.
Amo te che sei tutte le donne passate e future. E la sintesi del presente perenne.
Tu che sei stata l’acqua che scava la pietra e il fuoco che brucia veloce.
Amo il pennello che scodinzolava nella tua mano mentre disegnava la magia che l’uomo ha chiamato surreale senza sapere che non potevi conoscere altra realtà che quella che prende le forme di un sogno costellato di spine.

58027659_t8yulaw6_cAmo che ti sia sempre guardata di fronte, immagine spezzata in uno specchio troppo grande. E che l’immagine migliore di te resta quella nata dai tuoi stessi occhi offuscati dal sollievo di sentire meno dolore per un attimo o poco più. Tu che hai brindato con gli scheletri quando venivano a parlarti di notte e a cantarti nenie di giorno, sepolta tra idoli conservati a memoria della tradizione.
Amo te che sei stata rivoluzione nella tradizione, contrasto necessario che equilibria, e tradizione nella rivoluzione.
Amo te che hai 108 anni e ne avrai molti di più, tanti quanto il tempo che non hai avuto ma che pure sempre avrai. Potere magico dell’arte è l’eterna vita.

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