Se il lamentismo avesse i giorni contati….

Se il lamentismo avesse i giorni contati……ma non ce li ha.

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Di nuovo in una Italia che amo nonostante mi vada spesso di traverso, mi scontro inesorabilmente con una patologia odiosa quanto incurabile: il
lamentismo. Che fosse poi coniugabile in un singolo modo saprei armarmi perlomeno di sana indifferenza. E invece no. Il lamentone malato di lamentismo è potenzialmente nascosto ovunque.

Eletto sport nazionale, passatempo popolare, intrattenimento generale, il lamentismo non ha i giorni contati perché mentre al telegiornale diramano i dati statistici della lenta ripresa a cui nessuno crede più, che forse nemmeno ci vogliamo riprendere, il lamentone è girato di spalle a lamentarsi delle cagate che dicono in tv, salvo poi mettersi comodo sulla poltrona all’ascensione pomeridiana della Durso caso mai dovesse perdersi il piantarello (lamentevole) di compassione per la tragedia nazionale.

Il lamentone ha la sindrome del bicchiere mezzo vuoto e quel mezzo pieno gli dà anche un gusto amaro. Perchè? Perché è così e in Italia, da un po’ di tempo a questa parte quando “una cosa é così, è così“.

Il lamentone guarda gli annunci di lavoro improponibili, il datore di lavoro ingiusto, le ingiustizie perpetrate a danno dei più deboli e poi……si lagna, si lamenta, si appesantisce rotolandosi contento in un batuffolo di caldo vittismo. Il lamentone è anche lo stesso che se gli dicono che un extracomunitario ci costa 30 euro al giorno e che noi lo manteniamo è capace di sbattere il pugno sul tavolo gridando “ma mandiamoli tutti via!” ma si è dimenticato che l’immigrazione non è fatto di ieri o dell’anno scorso e che gli sbarchi ci sono sempre stati, che l’Italia è nel cuore del Mar Mediterraneo e che se deve prendersela con qualcuno quel qualcuno è il politico di cui si è conservato il santino nel portafogli e che ha votato alle ultime elezioni.

Il lamentone addebita la disoccupazione giovanile agli sbarchi a Lampedsusa, dimostrando che oltre a due bei prosciutti sugli occhi, ha anche due paraocchi, tappi nelle orecchie e una capacità di analisi pari a meno 15000.

Il lamentone gener
almente è un incapace, assolutamente inadatto a cavarsela da solo. Gli piace che gli si dica come fare le cose. E’ così lamentevole nel suo lamentismo che se gli capita qualcosa di positivo nemmeno se ne accorge. Non sa distinguere il vero dal falso. Se gli si presenta un’occasione si sistema il prosciutto sugli occhi e si lamenta “sono tutte prese in giro, pensa tu se può essere vero“.

Il lamentone è anche quello che è stato a casa sua tutta la vita, che non ha mai messo il naso fuori, che non
ha mai concluso niente, che non ha mai mosso un dito per cambiare non dico il mondo ma almeno la sua situazione, che se lo ha fatto è stato a spese degli altri e poi giudica me se ho deciso di tor
nare (momentaneamente o no) in Italia perché dall’alto della sua capacità di comprensione del globo sa cosa è meglio e cosa è peggio per gli altri.

Il lamentismo è proprio la malattia dell’italiano comodone che si crogiola felice piacendosi lamentone.

Ah, se il lamentismo avesse i giorni contati…ma non ce li ha.

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