Il ragazzo di Bahia – Jorge Amado

Ultimo libro letto nel mese di gennaio Il ragazzo di Bahia di Jorge Amado ha degnamente chiuso un mese di letture interessanti e molto varie.

Avevo acquistato questo libro da Ibs in uno dei miei raptus per la serie “faccio incetta oggi e accumulo per domani” molto tempo fa. Dunque meritava un posto nella mia lista di libri da riscattare dalla stasi a cui li ho costretti.

IL RAGAZZO DI BAHIATitolo: Il ragazzo di Bahia

Autore: Jorge Amado

Traduzione: Giulia Lanciani

Collana: Elefanti Best Sellers

Casa Editrice: Garzanti

90 pagg.

Prezzo: 7,90

 

Trama: racconto autobiografico in cui l’autore ripercorre le vicende dell’infanzia che lo hanno condotto ad intraprendere il mestiere di scrittore.

Il ragazzo di Bahia è un racconto lungo, consta di 90 pagine, pubblicato nel 1982 con il titolo originale di O menino grapùnia e nel quale l’autore brasiliano ripercorre la sua infanzia fino al momento in cui capisce di voler essere uno scrittore.

Scorrevole e piacevole, questo racconto si contraddistingue per la brevità dei 18 capitoli che lo compongono, i quali acquisiscono le tinte dello schizzo su un taccuino più che veri e proprio capitoli limati a tavolino. Il potere visuale delle parole di Amado aiuta il lettore a catapultarsi nel breve tempo della lettura in un mondo lontano sia temporalmente che geograficamente. I colori e gli odori del mondo di Amado, i personaggi della sua infanzia fanno capolino in ogni pagina.

Non c’è nulla di studiato in questo libretto che sembra essere stato tratto più che altro da un diario. La narrazione e la descrizione dei vari trasferimenti dell’autore bambino acquistano immediatezza attraverso una scrittura che è leggera, spontanea, quasi pittorica. In alcuni passaggi Amado maturo riemerge con tutto l’ingombro della consapevolezza adulta confessando le naturali influenze che determinate esperienze avute durante l’infanzia hanno poi avuto nel suo stile narrativo.

C’è dunque un Amado scrittore, che ripensa a se stesso e un Amado bambino, che si intrecciano continuamente in questo libriccino che, se in alcuni punti si dichiara come un vero e proprio memoriale, in altri ha tutto il sapore di una chiacchierata con se stesso.

Non saranno per caso le ideologie la disgrazia del nostro tempo? Il pensiero creativo sommerso, soffocato dalle teorie, dai concetti dogmatici, il progresso dell’uomo intralciato da regole immutabili?

Sogno una rivoluzione senza ideologie, dove il destino dell’essere umano, il suo diritto a mangiare, a lavorare, ad amare, a vivere la vita pienamente non sia condizionato al concetto espresso e imposto da un’ideologia, non importa quale. Un sogno assurdo? Non abbiamo un diritto più grande e inalienabile del diritto al sogno. L’unico che nessun dittatore può ridurre o annientare”.                                                       

                                                                                                                                            (pag.77)

Chi lo ha detto che un’autobiografia debba essere necessariamente un’opera monumentale, dettagliata e rigorosamente documentata della propria vita? In queste poche pagine Jorge Amado scende nel cuore delle cose, quelle cose che hanno fatto di lui uno dei più apprezzati scrittori della letteratura sudamericana e mondiale.

 

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