(Film) Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Candidato a 7 premi Oscar

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DATA USCITA: 

GENERE: Thriller, Drammatico

ANNO: 2017

REGIA: Martin McDonagh

ATTORI: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage, John Hawkes, Abbie Cornish, Caleb Landry Jones, Lucas Hedges, Kerry Condon, Zeljko Ivanek, Amanda Warren

PAESE: USA

DURATA: 115 Min

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

TRAMA: Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole. Dando fondo ai risparmi, commissiona tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Bill Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella mostra alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, ‘riaprendo’ il caso e rivelando il meglio e il peggio della comunità.


Ero curiosissima di guardare il tanto acclamato Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Ho pregustato nell’attesa il momento in cui la sua visione avrebbe superato le mie aspettative. E tanto vale confessarlo subito. Lo ha fatto ma in negativo.

Mi dispiace che sia proprio io, che non sono titolata, ad andare contro corrente, considerati gli incassi, i 4 Golden Globe e le 7 candidature agli Oscar che confermano invece l’indiscusso successo di pubblico e critica.

Sono sicura che se lo avete già visto vi è piaciuto molto (almeno a molti di voi). Se non lo avete ancora visto, quando lo guarderete vi piacerà moltissimo.

A questo punto non vi resta che scoprire perché a me non è piaciuto.

La storia, che di per sè è un ‘classico’ delle produzioni hollywoodiane di genere crime, ha un evidente sapore di rimacinato. Un’adolescente violentata e uccisa. Anzi violentata mentre moriva. Una madre dai trascorsi già difficili, divorziata da un marito violento con un altro figlio adolescente a carico, che fatica a sbarcare il lunario, con un carattere forte e decisa a sfidare chiunque pur di trovare l’assassino di sua figlia. Una provincia americana gretta e un comando di polizia che non solo (ovviamente) è sito proprio di fronte all’agenzia pubblicitaria a cui la suddetta madre si rivolge per ottenere i suoi tre manifesti, ma è anche il classico posto di polizia di provincia in cui ognuno fa quello che vuole fuorchè lavorare. Tranne….ovviamente il capo della polizia (Woody Harrelson) che è degno di un po’ più di compassione visto che ha il cancro e sta morendo. Il suo collega Dixon, figura di snodo in tutta la vicenda, non delude la retorica generale di tutto il film. Infatti è un rissoso, poco brillante, anche un po’ idiota poliziotto di provincia attaccato alla gonna di mammà con la quale guarda la tv sul divano.

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La protagonista, che incarna tutti i luoghi comuni della madre che cerca vendetta, pur mantiene una sua originalità nell’indiscriminata violenza che riserva persino al dentista ciccione, il quale aveva osato fare un esposto per i suoi tre manifesti, guadagnandosi così un bel buco in un dito.

Questo se da un lato arricchisce la caratterizzazione del suo personaggio, rendendolo grottesco, dall’altro inevitabilmente impoverisce il peso e il tono, drammatici, che il regista ha voluto assegnare alla sceneggiatura anche grazie a scene commoventi come quella del cerbiatto (!!!). Che anche il cerbiatto non è capitato a caso a Ebbing, Missouri. Mildred si commuove pensando che possa essere la figlia reincarnata in una scena non estranea alla sovrabbondante retorica generale.

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La pellicola gioca moltissimo sulle minoranze, sulle diversità, per meglio dire sulle disgrazie degli altri. In realtà sulle disgrazie di tutti e a ben vedere sembra veicolare proprio il messaggio che tutti abbiamo una sfiga che ci affligge e a nostro modo siamo tutti ridicoli. Lo è l’ex marito di Mildred, fidanzato con una 19enne che pulisce lo sterco allo zoo; lo è il suo spasimante, nano; lo è persino il titolare dell’agenzia pubblicitaria, un ragazzino imbranato che sbava dietro ad una segretaria un po’ lenta di comprendonio; lo è la collega di Mildred, che viene arrestata per il possesso di due canne (!!!) e si scopre che aveva avuto delle condanne in passato.

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E’ un film di casi umani. Un film dove non succede niente se a Dixon parte l’embolo e con una camminata alla far west attraversa la strada, distrugge l’ingresso dell’agenzia pubblicitaria, si precipita al piano di sopra, si scaraventa sul povero mingherlino che la dirige, gli spacca il naso e con non chalance lo butta di sotto, per poi tornarsene a sedere alla sua scrivania.

Non succede niente nemmeno se con quattro molotov, Mildred fa saltare in aria la stazione di polizia.

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Ora, le cose sono due. O il regista ha voluto fare un film grottesco, un po’ ridicolo, con una forte dimensione caricaturale. E in questo caso la violenza sessuale, l’omicidio di un’adolescente e la disperazione di sua madre si sono rivelati infelici pretesti per mettere in azione una cittadina di provincia.

Oppure davvero l’intenzione iniziale era quella di disegnare la potenza di una madre ma poi il gioco si è fatto divertente e strada facendo è diventato un quadro ridicolo di una cittadina americana in cui sono riuniti tutti i casi umani.

Propendo per la prima possibilità e mi dispiace perché il film, che dichiaratamente si classifica come un thriller e drammatico, esce completamente fuori pista con un finale che…..non ve lo dico. Ma, insomma. Il punto è chiaro. Con Mildred Hayes funziona che è un poverino chi le capita a tiro.

Potrei anche fare mea culpa e azzardare il pensiero di non aver capito il film. Ma è davvero raro che un film mi colpisca così tanto in negativo. Non mi sembra nemmeno di non averlo capito. Anzi mi ha dato molto da pensare. Tanto per cominciare sulle commissioni che decretano le candidature o meno agli Oscar.

 

Un pensiero su “(Film) Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Candidato a 7 premi Oscar

  1. Mah, io direi che l’aspetto positivo è che il film ti abbia colpito. Sfavorevole quanto vuoi, ti ha lasciato un’impressione, il che è – penso – l’intento di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri : sarebbe stato un progetto fallito se avesse lasciato indifferente il pubblico.
    Come sai, la mia opinione è diversa dalla tua, io l’ho trovato un film forte e sostenuto da un ottimo cast, ma la tua critica ci sta. 🙂

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