[Poesia e altre storie] Gabriel Garcia Marquez

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Il colonnello aprì il barattolo del caffè e si accorse che ne era rimasto appena un cucchiaino. Tolse il pentolino dal focolare, rovesciò metà dell’acqua sul pavimento di terra battuta, e con un coltello raschiò l’interno del barattolo sul pentolino finché si distaccarono gli ultimi rimasugli di polvere di caffè misti a ruggine di latta. 
Mentre aspettava che l’infusione bollisse, seduto vicino al focolare di mattoni in un atteggiamento di fiduciosa e innocente attesa, il colonnello provò la sensazione che nelle sue viscere nascessero funghi e muffosità velenose. Era ottobre. Una mattina difficile da cavar fuori, anche per un uomo come lui che era sopravvissuto a tante mattine come quella. Per cinquantasei anni – da quando era finita l’ultima guerra civile – il colonnello non aveva fatto altro che aspettare. Ottobre era una delle poche cose che arrivavano.

Incipit di Nessuno scrive al colonnello – Gabriel Garcia Marquez

Se è possibile avere uno scrittore preferito al di là del piacere assoluto della lettura, il mio scrittore preferito allora é Gabriel Garcia Marquez.

In realtà non è che io lo preferisca ad altro al punto da snobbare parte della letteratura per ripiombare nelle sue pagine. Lo preferisco tra mille cose che vanno oltre la quantità infinita di libri che pur leggerò nella mia vita. Lo preferisco nelle giornate tristi, come anche nei momenti più sereni della mia vita. Lo preferisco quando ho voglia di rileggere qualcosa che già conosco. Lo preferisco come si preferisce una canzone piuttosto che un’altra.

Amavo Marquez come si amava un nonno sul cui stato di salute ci si informava con apprensione. Ricordo il giorno della sua morte come un giorno in cui ho dovuto dire addio alla speranza di avere ancora notizie da parte sua, che fino alla fine si è fatto sempre trovare pronto a smentire le false notizie sulla sua morte.

Amo ancora Marquez come si ama un vecchio amico che ci ha fatto moltissimi regali, scritto lettere meravigliose, raccontato storie appassionanti.

Credo che il Gabo sia uno dei più grandi scrittori di tutte le epoche. Mi ha introdotta ad un tipo di letteratura, quella sudamericana, che ha il pregio di essere caleidoscopica e multiforme impregnata com’è di magia e storia, musica e colore.

Ma per me Gabriel Garcia Marquez é anche il tesoro che è sempre disponibile quando voglio guardare il luccichìo della bellezza. Perché la sua penna è questo per me, bellezza pura. Ogni parola scivola sul foglio ad abbracciare la successiva in un trionfo di perfezione che ha qualcosa di ipnotico.

 

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