[Poesia] Goliarda Sapienza

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Non scherzare di notte fuori dall’uscio

Non scherzare di notte fuori dall’uscio
il vento di scirocco porta profumo
di zagara e di mosto, fa cadere
le ragazze ferendole alle cosce.
E il sentore di mosto spiaccicato
sulle carni richiama cento cani
Cento cani ti mordono se cadi
e una cagna sarai sola additata.

Goliarda Sapienza

Catania 1924 – Roma 1996

 

«Goliarda non esiste. Lei è l’esistenza», dicevano di lei, scherzando, alcuni amici per intendere un tratto della personalità che caratterizzava sia la donna che l’artista: mettersi sempre in gioco e sempre con estrema passionalità. Era un tipo di donna che incuteva negli altri desiderio di autenticità. E ancora oggi lo fa: attraverso la sua opera letteraria.
Leggere opere come L’arte della gioia (Einaudi), Lettera aperta (Sellerio), Il filo di mezzogiorno(Baldini&Castoldi), L’università di Rebibbia (Rizzoli) e alcune poesie ed opere teatrali rimaste ancora inedite può risultare irritante. Tale è l’insistente e spietato svelamento delle contraddizioni e imperfezioni della «bugia-realtà», in un andirivieni stilistico volutamente incompiuto che punta dritto all’animo di chi legge. Goliarda, attraverso una scrittura politica e intimista al tempo stesso, svela l’estrema problematicità dell’esistenza umana, ma anche la prospettiva di una vita migliore: se si osa contattare ogni parte di sé, senza escludere sofferenze, ambiguità, bugie, contraddizioni, paure, desideri e delitti, simbolici e reali. Continua a leggere la sua biografia dall’enciclopedia delle donne.it

 

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Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono nè alberi nè case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare, non so perché, ma lo devo fare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com’è: non mi va di fare supposizioni o d’inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza alterare niente.

Incipit de L’arte della gioia 

Opere

Romanzi

  • L’arte della gioia. Romanzo anticlericale, Roma, Stampa Alternativa, 1998.

Autobiografie

  • Lettera aperta, Milano, Garzanti, 1967; Palermo, Sellerio, 1997.
  • Il filo di mezzogiorno, Milano, Garzanti, 1969;
  • L’università di Rebibbia, Milano, Rizzoli, 1983;
  • Le certezze del dubbio, Roma, Pellicanolibri, 1987;
  • Io, Jean Gabin, Torino, Einaudi, 2010.
  • Il vizio di parlare a me stessa. Taccuini 1976-1989, Torino, Einaudi, 2011.
  • La mia parte di gioia. Taccuini 1989-1992, Torino, Einaudi, 2013.
  • Appuntamento a Positano, Torino, Einaudi, 2015.
  • Cronistoria di alcuni rifiuti editoriali dell’Arte della gioia, con Angelo Pellegrino, Roma, Edizioni Croce, 2016.

Racconti

  • Destino coatto, Roma, Empirìa, 2002.
  • Elogio del bar, Roma, Elliot, 2014.

Poesie

  • Ancestrale, Milano, La Vita Felice, 2013.

Teatro

  • Tre pièces e soggetti cinematografici, Milano, La Vita Felice, 2014.

 

 

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