[Book] Bugiardi e innamorati di Richard Yates

Il mese di febbraio mi ha visto più spesso a guardare un film che con un libro in mano ma la mia personal reading challenge è ancora in piedi. Il libro di cui vi voglio parlare fa parte sempre di quella lista di libri che per meccanismi strani mi ero lasciata indietro. Tra le altre cose è di un autore che decisamente adoro, Richard Yates ed è una raccolta di racconti.
bugiardi-e-innamorati
Titolo originale: Liars in Love
Traduzione: Andreina Lombardi Bom
Pagine: 319
Pubblicazione: gen 2011
TRAMA: La giovane moglie di un professore universitario, due bambini figli di madri divorziate, un’impulsiva prostituta londinese, un soldato in licenza a Parigi, una scultrice che sogna fame e gloria, un impiegato che aspira a una vita libera, uno scrittore in trasferta a Hollywood: da questi personaggi così vari, eppure uniti da uno stesso desiderio di qualcosa di nuovo che cambi le loro vite, il genio narrativo di Richard Yates tira fuori sette racconti – qui pubblicati per la prima volta in italiano – che descrivono magistralmente quel groviglio di sentimenti contraddittori, talvolta inconsapevoli e spesso incomprensibili che costituiscono un amore. E il lettore non può fare a meno di sentirsi trascinato, coinvolto, messo a nudo e infine assolto dalla propria umanità, così come vengono assolti, prima dell’ultima riga, i protagonisti di questa magnifica carrellata di affetti e menzogne.

La raccolta di racconti Bugiardi e innamorati è uscita per la prima volta a New York nel 1981 e solo nel 2011, a quasi vent’anni dalla morte del suo autore, è stata pubblicata in italiano.

Niente da meravigliarsi. Richard Yates non ebbe grandissimo successo di pubblico nemmeno quando era in vita. Solo nel 2001, quasi un decennio dopo la sua scomparsa, un decennio in cui la sua opera cadde nel silenzio più completo, il New Yorker pubblica due suoi racconti, riportandolo in voga.

Ampiamente ammirato da molti colleghi scrittori, Yates ha reso popolari le short stories, riuscendo a configurarsi come uno dei più grandi scrittori americani di racconti.

Bugiardi e innamorati riscosse un discreto successo, considerato che Yates non superò mai le 12000 copie vendute quando era in vita.

Si tratta di sette racconti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa dimensione di decadenza, quella in cui abitano i suoi personaggi. Ambiziosi e convinti di valere più di quello di cui sono costretti talvolta ad accontentarsi, ognuno di loro impersonifica la tendenza ad un’emancipazione lavorativa, emotiva, personale che porta a stringere, rivedere, rompere legami.

La scrittura di Yates, che è riflesso di una realtà spesso amara, angusta, opaca, tratteggia uomini, donne, famiglie sull’orlo di una epifania, di una crisi, o comunque di un giro di boa.

La fiction yatesiana non è mai esattamente fiction – questo rende Richard Yates profondamente interessante sia dal punto di vista linguistico che da quello letterario – perché la fortissima componente autobiografica (basti leggere qualcosa di più su Yates per farsene un’idea) trapela da ogni pagina, da ogni personaggio, da alcuni più che da altri.

In più di un racconto ricorre, per esempio, la madre (figura per cui lo scrittore sembra avere una vera e propria ossessione) con velleità da scultrice che non è altro che il “fantasma” della madre di Yates. Infiniti sono i riferimenti autobiografici nella sua opera, come anche solo in Bugiardi e innamorati. Il soldato tornato dal fronte, lo scrittore alla ricerca di un lavoro remunerativo e dignitoso, il professore universitario: sono tutti alter ego di Yates il quale sembra aver attinto a piene mani dalla sua evoluzione personale ed emotiva.

La penna di Richard Yates è una penna lucida e disillusa che ha il pregio di scendere nel cuore delle cose senza passare per scorciatoie. Non esistono mezze misure nelle sue storie, le quali non si perdono mai in decorazioni di stile.

Con un tratto pulito ed essenziale, lo scrittore non suggerisce ma dice, non preannuncia ma dichiara. Spennella i suoi personaggi e le loro storie con tinte nitide e decise. Dunque quando leggerete i suoi racconti vi renderete conto che la grandissima maestria di Yates come scrittore di racconti, è la capacità di limare, eliminare l’eliminabile, esaltare l’indispensabile e renderlo poetico e allo stesso tempo efficace.

La poesia dei suoi racconti è tutta rannicchiata nell’ineluttabile fugevolezza della felicità, che è ribadita in ognuno dei suoi racconti.

«Ogni volta che ho voluto qualcosa me l’hanno portato via. Per tutta la vita. Quando avevo undici anni volevo una bicicletta più di ogni altra cosa al mondo, e alla fine mio padre me la comprò. Certo, era solo una bici di seconda mano da due soldi, ma a me piaceva tanto. E poi, quella stessa estate, lui si arrabbiò con me e volle punirmi per qualcosa – non so più nemmeno per cosa – e me la portò via. Non l’ho più rivista».

da Bugiardi e innamorati in Bugiardi e innamorati, p.145

L’amore, i legami, la felicità, sono con Yates sinonimo di temporaneo. Ogni cosa è destinata a mutare, a trasformarsi, a rompersi in quello che sembra un eterno percorso di formazione.

L’elemento della bugia è, in questa raccolta, una costante. Il segno di uno stato d’essere, di un modo di vivere. Non si tratta solo della bugia detta, ma anche della bugia che si finisce di essere per sè stessi, della finzione a cui ci si costringe. Una farsa che si rivela precisamente la realtà, così com’è. Quell’apparenza che ci si sceglie o a cui si è portati per necessità di essere altro o per scappare da sè stessi.

Quello che ho amato di più di questa raccolta è la costante presenza dello scrittore, come se fosse lì, un po’ imbronciato e malinconico, ma pronto a strizzare l’occhio al lettore facendo capolino da uno dei suoi personaggi.

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Non saprei dire quale di questi racconti ho preferito. Quello che so con certezza è che quando si legge Yates sembra di guardare un film.

Opere di Richard Yates

  • Revolutionary Road (1961)
    • I non conformisti, trad. di Adriana Dell’Orto, Garzanti, Milano 1964; poi con il titolo Revolutionary Road, Minimum fax, Roma 2003, con introduzione di Richard Ford
  • Eleven Kinds of Loneliness (racconti, 1962)
    • Undici solitudini, trad. di Maria Lucioni, Garzanti, Milano 1965; Minimum fax, Roma 2006, con prefazione di Paolo Cognetti
  • A Special Providence (1969)
    • Sotto una buona stella, trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Francesco Longo, Minimum fax, Roma 2014.
  • Disturbing the Peace (1975)
    • Disturbo della quiete pubblica, trad. di Mirella Miotti, Bompiani, Milano 1977; Minimum fax, Roma 2004, con prefazione di A.M. Homes; Beat, 2014.
  • Easter Parade (1976)
    • Easter Parade, trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Nick Laird, Minimum fax, Roma 2008.
  • A Good School (1978)
    • Una buona scuola, trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Zadie Smith, Minimum fax, Roma 2009.
  • Liars in Love (racconti, 1981)
    • Bugiardi e innamorati, trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Giorgio Vasta, Minimum fax, Roma 2011.
  • Young Hearts Crying (1984)
  • Cold Spring Harbor (1986)
    • Cold Spring Harbor, trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Luca Rastyello, Minimum fax, Roma 2010.
  • The Collected Stories Of Richard Yates (2001) (contiene: Undici SolitudiniBugiardi e innamorati e altri racconti inediti)
    • Proprietà privata (contiene i racconti inediti di The Collected Stories of Richard Yates), trad. di Andreina Lombardi Bom, prefazione di Nicola Lagioia, Minimum fax, Roma 2012.
  • Children Playing Before a Statue of Hercules (2005)

 

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