[Book] Easter Parade di Richard Yates

 

Febbraio è terminato ed io ho letto davvero pochissimo. Soli tre libri e mezzo! Mea culpa. Il mezzo è Zafon che è sbiadito dietro Yates e dietro tanta attesa per gli Oscar e la corsa per mettermi al pari con le visioni.

9788875211837La mia ultima lettura di febbraio è stata Easter Parade, il quinto libro di Richard Yates pubblicato per la prima volta nel 1976.

Traduttore: A. Lombardi Bom

Editore: Minimum Fax

Collana: Minimum classics

Anno edizione: 2008

Pagine: 283 p., Brossura

 

Si tratta di una saga familiare che narra le vicende delle sorelle Grimes, Sarah e Emily, dall’infanzia all’età adulta.

Quella di Easter Parade è una storia priva di ogni romanticismo che scandaglia, con il solito stile disincantato alla Yates, le vicende personali delle sorelle Grimes, due bambine molto diverse accomunate da una madre instabile e destinate a condurre due vite completamente diverse.

La penna di Yates non sorprende nemmeno in quello che viene considerato, insieme a Revolutionary Road, una delle sue opere migliori. La scorrevolezza descrittiva accompagna una concisione che non si perde in dettagli inutili, ma esalta quei particolari più preziosi per la caratterizzazione dei personaggi. Le sorelle Grimes, figlie di genitori divorziati, alle prese con una convivenza bizzarra con la madre e un rapporto difficile con il padre, maturano in modi completamente opposti. La maggiore tesa al matrimonio e alla famiglia, la seconda, che è seconda arrivata ma è anche seconda in modo formale alla sorella maggiore alla quale sono concesse considerazioni che la piccola Emily può solo sognare, concentrata sulla sua carriera. Sarah è la beniamina di papà, Sarah ha trovato un buon marito che ha una buona famiglia, abita in una bella casa ed ha avuto tre bambini bellissimi.

All’ombra della sorella e di una madre dall’indole variabile, Emily diventa il perno su cui la scrittura di Yates procede. Il punto di vista privilegiato. Quello attraverso cui Yates misura le distanze tra i vari episodi di questa saga, che come per molti suoi racconti brevi, traccia la parabola di mediocrità di uomini e donne che cercano di emanciparsi dalla loro condizione.

Easter Parade ha un volto tutto femminile. Sono le sorelle Grimes e la loro madre, che pur occupa una parte marginale nella narrazione, i volti del processo di formazione e decadenza. Gli uomini sono satelliti che girano intorno alle donne e sono sempre trasfigurati attraverso il loro sguardo.

Due facce diverse dello stesso destino, Sarah e Emily incarnano i due paradigmi se vogliamo un po’ retorici dell’essere donna negli anni 60. La madre di famiglia innamorata del suo uomo e la donna in carriera che salta da un uomo all’altro. Entrambe ottime scrittrici, una scrive per diletto sminuendo la scrittura; l’altra scrive per mestiere e ambisce a diventare un editor importante. Gli scrittori sono figure ricorrenti nelle pagine yatesiane. La tensione, l’aspirazione, come anche l’ispirazione sono tutti sentimenti conosciuti bene dall’autore. Non a caso non manca nemmeno in questo romanzo, come nella raccolta di racconti Bugiardi e innamorati, la figura del professore universitario, un’altra declinazione dell’autore stesso.

Questo per ribadire la costante presenza dello scrittore. Impossibile dimenticare di stare leggendo Richard Yates.

Rispetto a Bugiardi e innamorati, le cui short stories hanno il vantaggio di partire, infiammarsi e spegnersi in un tempo più limitato, in Easter Parade il sentimento di scoraggiamento, l’angoscia dell’ambizione disattesa, del sogno infranto, si fanno strada lentamente lungo tutta la narrazione conducendo il lettore ad un sentimento di compatimento che impedisce di stabilire un’empatia reale con nessuno dei personaggi.

C’è molta pateticità in queste pagine di Yates, soprattutto nell’ultima parte del romanzo. L’autore non riserva nessun tipo di redenzione per Emily, che al prezzo della sua stessa stabilità, rincorre una vita che lascia indietro i legami per poi ritrovarsi sola ed esaltata come a chiedersi “ma cosa è successo?”. Ma mentre per tutto il romanzo è facile immedesimarsi in una o nell’altra sorella, in questa o in quell’altra vicenda, il finale del romanzo non lascia spazio a posizioni plausibili. Emily resta il centro, ora vuoto, di una saga che sa tracciare in modo serrato la parabola discendente di una famiglia che ad ogni modo sopravvive nella progenie, una progenie di soli uomini (i figli di Sarah).

Questo è il quarto libro di Yates che leggo, dopo Revolutionary Road, Cold Spring Harbor e Bugiardi e innamorati ma non sarà certamente l’ultimo per quest’anno. Infatti Yates è entrato, con questo 2018, a pieno titolo, nella mia top list di autori da spolpare.

Voi quali libri di Richard Yates avete letto o volete consigliarmi?

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