[Book] Tramonto e polvere di Joe R. Lansdale. Un pulp crime degno di un cantastorie moderno #pulp #crime #review #book #libridimarzo #readingchallenge2018

Il mio mese di marzo è stato inaugurato nel segno del PULP.

Sì, perché che si tratti di un romanzo pulp è chiaro sin dall’incipit. 

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2005
Stile libero Big
pp. 374
€ 15,50
Traduzione di Luca Conti

LA TRAMA: Una donna uccide il marito dopo l’ennesimo atto di violenza. E proprio l’omicidio le dà la forza per inoltrarsi nel passato criminoso del suo villaggio. Lei si chiama Miss Sunset, «Tramonto», per la sua bellezza e i capelli rosso fuoco. A questa indimenticabile figura femminile Lansdale affida la sua esplorazione dei confini tra Bene e Male, in un romanzo accolto in America come il suo capolavoro.

Ho scelto la trama proposta da Einaudi volutamente. Non è assolutamente esplicativa e dà solo un indizio di quello che andrete a leggere ma non lo rappresenta. Se e quando comincerete a leggerlo ricordatevi sempre che Lansdale ad ogni pagina sembra sussurrare nell’orecchio del lettore “non mi sto prendendo sul serio”.

Se conoscete già Lansdale, allora saprete che la sua è una scrittura tagliente che scende nel cuore delle cose, svuotando le vicende da fronzoli di abbellimento per riempire gli occhi e l’immaginazione del lettore di immagini decise.

Comunque, riguardo a questo romanzo, se cercate in rete, troverete pareri molto discordanti.

Joe R. Lansdale è molto noto per il Ciclo di Hap e Leonard, da cui è stata tratta anche la serie televisiva, inserita in Italia nel catalogo Amazon. Ma Lansdale non è solo Hap e Leonard. E’ anche tutta una serie di romanzi autonomi che prescindono dal famoso ciclo.

Tanto per cominciare io l’ho adorato sin dalle primissime pagine. Lansdale ha una capacità strepitosa di accattivarsi il lettore sin da subito con il suo carisma dissacrante.

Il romanzo in questione, che ho letto in italiano, probabilmente (ma è solo un’intuizione) perde un po’ nella traduzione. Pensate al titolo originale che è Sunset and sawdust. Sunset è il soprannome della protagonista, una giovane donna dai capelli rossissimi. E sawdust non è semplicemente la polvere ma è per l’esattezza la segatura, quella polvere che copre ogni cosa a Camp Rapture, un villaggio del Texas nato appunto attorno ad una segheria.

Dunque, come ne deriva, nella traduzione italiana già le sfumature del titolo vanno a perdersi. Quello che però non si perde è il fatto che Lansdale calchi la mano su questo romanzo e lo fa volutamente come a rispondere all’esigenza di rispondere ad un genere.

Tramonto e polvere potrebbe essere tranquillamente una graphic novel e non si fa fatica, man mano che la lettura prosegue, ad immaginarsi le tinte forti, i dialoghi al limite dell’assurdo e le vicende esasperate in un tripudio di cazzotti e revolverate come se si stesse guardando e non leggendo.

Tramonto e polvere è, a mio avviso, il tentativo ben riuscito di creare un romanzo ‘donna-centrico’ senza cadere nella retorica rimasticata della donna che diventa vittima dell’uomo nè tanto meno in quella retorica narrativa che pretende di consegnare ai posteri immagini di protorivoluzionarie femministe capaci di emanciparsi dal ruolo a cui sono relegate.

La Sunset di Lansdale è una donna avvenente che prende botte come se non ci fosse un domani (fino a quando non lo uccide lasciandolo col culo per aria) da un marito che tra le altre cose ha anche una fidanzata. Siamo negli anni 30 nel Texas che scopre la ricchezza del petrolio, lo stesso Texas che impicca e brucia gli uomini di colore solo per aver alzato lo sguardo su una donna.

Ma la Sunset di Lansdale, come anche sua figlia, sua suocera, persino la prostituta con la cicatrice sul naso e Aunt Carrie, sono i veri motori dell’assurdità della storia di Lansdale che spinge sul paradosso per conferire alla trama un viraggio puramente pulp.

Sunset parla come un uomo, agisce da uomo e ricopre un ruolo da uomo. Ma resta sciocca e irragionevole quando ‘ragiona con la gonna’ facendossi abbindolare dal boho HillBilly.

Sua suocera Marylin cuce suo marito nel letto e lo rastrella a sangue per poi intimargli di non farsi più vedere. Lei è il vero boss della segheria. Lei giostra le vicende del villaggio. Compra la fiducia dei suoi operai. Ma ha la lingua lunga. E in questo Lansdale conserva il suo essere donna. Forse il suo essere suocera.

Tutti i personaggi femminili, in questo pulp crime in tinte vintage, fanno la differenza concedendo alla storia di deviare dal risvolto ovvio della scazzottata tra uomini al di fuori del bar.

Un aspetto molto interessante di Tramonto e polvere è lo spazio che l’autore lascia agli eventi atmosferici i quali segnano, nei ritmi narrativi, quasi i sipari dell’azione, ma intervenendo all’occorrenza come segni premonitori di grandi cambiamenti, senza smettere mai di essere la “colonna sonora visiva” della storia raccontata da Lansdale.

Il romanzo si apre con un ciclone che solleva le case dalle fondamenta (figurativamente è quello che accade alla comunità di Camp Rapture) e si chiude con un’invasione di cavallette che mangiano qualsiasi cosa tanto da eliminare del tutto dal paesaggio il colore verde. Interpuntura narrativa attinta dal fondo dei contenuti, questo espediente dà al romanzo quella ciclicità che incarna la forma ciclica del percorso personale della protagonista la quale per mezzo e attraverso le vicende assurde che la coinvolgono, si riappropria del suo passato, del suo essere donna, della sua femminilità (alla fine del romanzo la vediamo indossare un abito verde e carino) e di quello che lei stessa definisce il suo baricentro.

Alla luce di questo credo che Lansdale sia doppiamente lodevole per aver trovato, con questo tipo di stile narrativo al limite della serietà, il modo più accattivante per “raccontare storie”, intese in senso lato – storie come quelle della tradizione orale, amplificate, mitiche, quasi incredibili -ma all’altezza della critica più fine e raffinata.

Vi consiglio vivamente questo romanzo.

La luna non era ancora piena, ma faceva già parecchia luce, e l’aria era limpida e anche un po’ fresca. Sembrava che tutte le stelle fossero cadute sulla Terra, rimbalzando per ogni dove.

Mentre era lì a guardare le lucciole girarle attorno alla testa, udì un ringhio. Afferrò la pistola e aguzzò la vista, fin quando non scorse un cane bianco e nero, di grossa taglia, con un orecchio su e uno giù, impegnato a defecare proprio in mezzo alla strada.

p. 71

Se qualcuno di voi lo ha già letto, cosa ne avete pensato?

 

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