[Movie] Seven Sisters di Tommy Wirkola Uno sguardo distopico sulla fertilità

7

DATA USCITA:

GENERE: Fantascienza, Thriller

ANNO: 2017

REGIA: Tommy Wirkola

ATTORI: Noomi Rapace, Willem Dafoe, Glenn Close, Robert Wagner, Marwan Kenzari, Jeppe Beck Laursen, Pål Sverre Valheim Hagen

PAESE: Gran Bretagna

DURATA: 124 Min

DISTRIBUZIONE: Koch Media

TRAMA: In un futuro tetro, la sovrappopolazione obbliga il governo a misure estreme. Il piano di Nicolette Cayman prevede di obbligare le famiglie ad avere un solo figlio: fratelli e sorelle saranno ibernati in attesa di tempi migliori. Ma Terrence riesce ad aggirare i controlli del Child Allocation Bureau, facendo assumere alle sue sette nipotine gemelle la medesima identità. Ognuna si chiamerà come un giorno della settimana e in quello stesso giorno potrà uscire di casa. Per il mondo le sette sorelle corrispondono a un’unica persona: Karen Settman.


Recentemente la distopia è diventata una garanzia per chi vuole imbastire uno sci-fi ad alto contenuto di “probabile realismo”. Infatti il futuro inscenato da Seven Sisters, prodotto da Raffaella De Laurentis, non sembra un futuro molto lontano.

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Il pianeta Terra, a corto di risorse a causa della sovrappopolazione, è costretto a ricorrere a misure estreme. L’approntamento di colture intensive geneticamente modificate dà come risultato l’aumento sproporzionato di parti multigemellari. La necessità di far fronte all’incessante crescita della popolazione spinge il governo ad emanare leggi restrittive per il controllo delle nascite. Il C.A.B. (Children Allocation Bureau) diventa l’esecutore materiale della legge del figlio unico. Pertanto i fratelli verranno prelevati e consegnati al Bureau che procede a porli in un sonno criogenico.

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Responsabile del provvedimento è Nicolette Cayman (Glenn Cose), un leader in similplastica con il sorriso tatuato sul volto e l’ambizione di salvare il mondo.

Quando la figlia di Terrence Settman (Willem Dafoe) muore di parto dando alla luce sette gemelle, sarà il nonno ad occuparsene e a nasconderle. Dà loro i nomi della settimana e le cresce sotto l’unica identità di Karen Settman. Ognuna di loro può uscire solo il giorno della settimana corrispondente al suo nome.

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Iniziamo con il titolo, che in realtà è poi diventato What happened to Monday? e che trattiene in sè la chiave di snodo del film.

Le protagoniste, anzi la protagonista è interpretata da Noomi Rapace la quale ha l’arduo compito, ampiamente soddisfatto, di interpretare 7 sorelle gemelle dando ad ognuna di loro il dovuto spessore. Lo script iniziale prevedeva un ruolo maschile, rivisto poi inseguito alla volontà di scritturare la Rapace. In molti non hanno che potuto fare il confronto con il ruolo interpretato da Tatiana Maslaney in Orphan Black. E mi trovo d’accordo sull’ammettere che la versatilità della Maslaney non trova pari nella prova della Rapace.

Ad ogni modo trovo quest’ultima di una bellezza ruvida, perfetta per questo ruolo.

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Per tornare al film, direi che sono moltissimi gli aspetti che non lo rendono originalissimo. A cominciare dagli esterni che mi hanno fatto pensare inevitabilmente a Blade Runner: la trasmissione di pubblicità progresso sui maxi schermi sparsi per la città, la pioggia incessante, le atmosfere cupe. Ma anche per certi versi a Mr Nobody di Van Dormael (con Jared Leto), a tinte inverse. (Resta che Mr Nobody per me è un capolavoro, ancora troppo poco conosciuto in Italia). Innegabile, e per stessa ammissione del regista, l’ispirazione per le locations da Children of Men.

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La sceneggiatura di Max Botkin, che era entrata nella Black List delle sceneggiature migliori non realizzate nel 2010, è stata poi rimaneggiata da Kerry Williamson, quando Raffaella De Laurentis ha creato la squadra per realizzare questa storia.

La Williamson ha dichiarato di aver avuto il compito di rivedere lo script anche alla luce del budget, non in linea con lo script iniziale firmato Max Botkin. Con il risultato di aver eliminato macchine volanti, elementi troppo costosi ed essersi concentrata sulle svolte emotive che fanno da motore alla narrazione. Non lontano dalle reali ispirazioni della sceneggiatrice sono le atmosfere orwelliane e l’ideazione di una città divisa in barricate e organizzata in checkpoint.

Premesso che la prevedibilità di un film distopico di questi tempi è direttamente proporzionale alla quantità di film prodotti, è chiaro che l’apprezzabilità di What happened to Monday sta nella sua action verve. Di fatto, dopo la contestualizzazione della storia, il film diventa un action movie fatto di sparatorie, lanci dalle finestre, inseguimenti che se da un lato restano coerenti con il main topic della vita illegale condotta dalle sorelle Settman, per certi versi deviano verso la gratuità dell’azione. L’inseguimento di una delle sorelle dura così tanto da lasciar pensare che porti a qualcosa….invece no.

Insomma, l’atmosfera distopica, l’aura futuristica risultano solo essere contorni interessanti ad un film che è mediamente apprezzabile ma che tiene l’attenzione sino alla fine grazie alla forza catalizzatrice della Rapace.

Se avete voglia di trascorrere un paio d’ore piacevoli senza troppe pretese, vi consiglio Seven Sisters/What happened to Monday

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