25 indiscrete domande cinematografiche

Intanto ringrazio L’ultimo spettacolo per l’invito a partecipare a questo cine-questionario.

Dunque, cominciamo subito:

  1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere?

La Sposa/Black Mamba. E ho detto tutto.

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  1. Genere che amo e genere che odio?

Amo il cinema. Tutto. O quasi. I teen movie: no, grazie! Ho un lieve rifiuto per gli horror. Nonostante anche io abbia visto Ring (la versione asiatica del 1998) e The ring (versione americana, 2002) e li abbia apprezzati. Ma credo che siano stati gli ultimi horror veri che abbia guardato, 15 anni fa.  Discorso a parte per i film di zombie. Mi piacciono, li cerco, li guardo. Adoro i biopic, la commedia intelligente. Odio i cinepanettoni.

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  1. Film in lingua originale o doppiati?

Quando posso preferisco guardarli in lingua originale. In percentuale, l’80% dei film che guardo, li guardo in lingua originale. Alcune volte riguardo in originale quelli che avevo già visto doppiati. Credo che il doppiaggio renda il buon servizio di diffondere il buon cinema in modo universale nei confini di una nazione, ma troppe volte trovo intollerabile la sua artificiosità.

  1. L’ultimo film che ho comprato?

L’ultimo film che ho comprato è The Revenant. Ma da quando sono in Italia compro pochissimo (ahimé). In Australia, con i prezzi che ci sono (un dvd non costa mai più di 19 dollari, quelli appena usciti, che sono circa 15 euro), compravo TANTISSIMO, almeno 2 o 3 dvd a settimana.

  1. Sono mai andato al cinema da solo?

Non ricordo. Non credo.

  1. Cosa ne penso dei Blu-Ray?

Dipende dal film. Il costo di un Blu-Ray dovrebbe garantirmi la qualità assoluta e la godibilità assicurata di un certo tipo di film.

  1. Che rapporto ho con il 3D?

Gran mal di testa. Ci evitiamo a vicenda. In più, è un furtarello sul biglietto.

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  1. Cosa rende un film uno dei miei preferiti?

Non c’è una cosa in particolare capace di rendere un film uno dei miei preferiti. Mi innamoro di un film se ha una fotografia incisiva, per esempio. Qualche volta è il montaggio. Adorando i biopic, tra i film a cui sono più affezionata ci sono quelli che raccontano personaggi importanti.

  1. Preferisci vedere i film da solo o in compagnia?

Fino ad alcuni anni fa, rigorosamente da sola o con pochissimi scelti. Quando hai un compagno o un marito con cui condividi l’amore per il cinema le cose cambiano: inevitabilmente si è almeno in due. Quando organizzo le mie serate cene/film, i miei amici sanno che devono tacere. I commentatori, i veggenti, gli scommettitori mi disturbano quasi sempre. Poi dipende dal film. Alcuni film ti strappano il disappunto anche verbale, alcune volte.

  1. Ultimo film che ho visto?

Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott. Mmmmmmmm………..

  1. Un film che mi ha fatto riflettere?

Ex Machina di Alex Garland

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  1. Un film che mi ha fatto ridere?

Molti film mi hanno fatto ridere ma se devo sceglierne uno mi viene subito in mente Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) di Woody Allen, 1972, soprattutto l’episodio sul pastore armeno.

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  1. Un film che mi ha fatto piangere?

Non mi viene in mente nessun titolo. Sarà che mi commuovo spesso.

  1. Un film orribile?

Twilight! Senza ombra di dubbio.

Tra i film che definisco brutti, ormai da anni, c’è Last Days, della trilogia della morte di Gus Van Sant. Lo ricordo come un film proprio deludente. Forse dovrei riguardarlo. Tra i brutti anche To Rome with love. Peccato, ma brutto, povero di tutto. Il pretesto per Allen per girare un film a Roma insomma.

La stella che non c’è di Gianni Amelio, con Castellitto.

  1. Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?

Mi addormento spesso (considerato che la mia libertà di stare serena a guardare un film comincia quando mio figlio va a dormire, dunque la notte) ma non abbandono (quasi) mai un film dove l’ho mollato. Uno però me lo ricordo. Mi sono addormentata al cinema guardando Celebrity di Allen.

  1. Un film che non ho visto perché stavo facendo le “cosacce”?

Non vederlo, no. Interromperlo si. Eh, capita!

  1. Il film più lungo che ho visto?

Novecento di Bertolucci.

  1. Il film che mi ha deluso?

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

  1. Un film che so a memoria?

Conosco a memoria Frida di Julie Taymor, battuta per battuta. Non posso non conoscere a memoria Dirty Dancing. Ho 34 anni e l’ho guardato milioni di volte. Certi film sono come quei cd che metti su e li ascolti all’infinito.

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  1. Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?

Sono io che trascino gli altri al cinema.

  1. Il film più bello tratto da un libro?

Ce ne sono tanti. Via col vento!!!! Lolita!!!! Fight club!!!! The hours di Stephen Daldry tratto dal romanzo omonimo di Cunningham.

  1. Il film più datato che ho visto?

Tutto di Alice Guy Blaché, la prima donna regista della storia del cinema. Contemporanea di Melies. Parliamone!! Ci ho fatto anche la tesi. Melies e tutti i pionieri.

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  1. Migliore colonna sonora?

Morricone-C’era una volta il west

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Michael Nyman-Lezioni di piano

Gustavo Santoalalla- Brokeback Mountain e tutti i film di Innaritu

  1. Migliore saga cinematografica?

Matrix. Ritorno al furturo. Harry Potter.

  1. Migliore remake?

La bella e la bestia, il remake in live action del 2017 diretto da Bill Condon.

Scarface di Brian De Palma

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4 pensieri su “25 indiscrete domande cinematografiche

    1. Io non avevo ancora conosciuto nessuno che sapesse chi Alice Guy fosse prima di adesso. Tranne ovviamente la sua bisnipote con cui sono stata in contatto per un po’. Mi fa piacere che tu sappia chi sia. Nonostante le numerose iniziative a livello internazionale, il suo ruolo nella nascita del linguaggio cinematografico non è stato ancora pienamente riconosciuto. È stata la mia crociata per tanto tempo.

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      1. I libri di storia del cinema, quelli fatti bene, ne parlano abbastanza e ne parlano bene. Penso al libro (tratto dal documentario) di Mark Cousins The Story of Film. Il problema è che non molti si interessano a quel periodo, se non per i nomi principali, Lumière, Melies, Griffith…

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      2. Credo.che citarla.sia ancora troppo poco considerata la messa in discussione del primato attribuito a Melies come creatore di un tipo di narrazione piu strutturata. C’è da dire che rispetto a 7 o 8 anni fa, quando ho scritto la mia tesi di laurea su di lei, le iniziative sono diventate più frequenti. vedi il progetto Be natural, per esempio.

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