AMERICAN HORROR STORY – ASYLUM 2X8


Con un ritmo che ha sempre più qualcosa di assolutamente personale e identificativo anche questa puntata porta il segno della narratività spezzata e sospesa a cui questa seconda stagione di AHS ci ha abituati.
Il male, che è il vero protagonista della serie, manifesto ed esasperato nelle disperazioni e nei turbamenti umani si appropria anche dell’immagine sacra di Babbo Natale, per eccellenza l’incarnazione della bontà.
La storia  procede con risvolti thriller che vengono lasciati volontariamente sospesi allo scopo di spingere all’estremo lo stile che, ormai da tempo, si è notato essere quanto più lontano dall’horror.
La riverenza per certi versi nei confronti di una certa storia del cinema è palese nel gusto raffinato per inquadrature e viraggi che rafforzano il significato dei contenuti.
Non c’è vicenda che non venga spinta innanzi anche dalla poesia delle immagini cariche di senso di per sé.
Se in questa puntata la novità è stata il killer natalizio e la scorsa l’angelo oscuro, nella prossima ci si aspetta una svolta che raccolga i fili delle ultime due storie e li conduca verso un pathos maggiore.