[Poesia e altre storie] Gabriel Garcia Marquez

Il colonnello aprì il barattolo del caffè e si accorse che ne era rimasto appena un cucchiaino. Tolse il pentolino dal focolare, rovesciò metà dell’acqua sul pavimento di terra battuta, e con un coltello raschiò l’interno del barattolo sul pentolino finché si distaccarono gli ultimi rimasugli di polvere di caffè misti a ruggine di latta.  Mentre aspettava che l’infusione bollisse, seduto vicino al focolare di … Continua a leggere [Poesia e altre storie] Gabriel Garcia Marquez

[Poesia] Goliarda Sapienza

Non scherzare di notte fuori dall’uscio Non scherzare di notte fuori dall’uscio il vento di scirocco porta profumo di zagara e di mosto, fa cadere le ragazze ferendole alle cosce. E il sentore di mosto spiaccicato sulle carni richiama cento cani Cento cani ti mordono se cadi e una cagna sarai sola additata. Goliarda Sapienza Catania 1924 – Roma 1996   «Goliarda non esiste. Lei … Continua a leggere [Poesia] Goliarda Sapienza

Alternativa episodica del poeta di Grace Paley

Alternativa episodica del poeta Stavo per scrivere una poesia invece ho fatto una torta ci è voluto più o meno lo stesso tempo chiaro la torta era una stesura definitiva una poesia avrebbe avuto un po’ di strada da fare giorni e settimane e parecchi fogli stropicciati la torta aveva già una sua piccola platea ciarlante che ruzzolava tra camioncini e un’autopompa sul pavimento della … Continua a leggere Alternativa episodica del poeta di Grace Paley

Frida Kahlo. Amo te che…..

Io amo te come si ama una favola antica. Amo te con i tuoi colori sgargianti che bucano foto in bianco e nero. Amo il sorriso accennato che si fa spazio tra le tue ossa rotte e la tua risata rubata da obbiettivi avidi di immortalarti. Amo le tue trecce che trattengono l’infanzia e le tue acconciature che parlano lingue dimenticate. Amo il tuo sguardo … Continua a leggere Frida Kahlo. Amo te che…..

Un gatto di Pablo Neruda

Come dorme bene un gatto dorme con zampe e di peso, dorme con unghie crudeli, dorme con sangue sanguinario, dorme con tutti gli anelli che come circoli incendiati costruirono la geologia d’una corda color di sabbia. Vorrei dormire come un gatto con tutti i peli del tempo, con la lingua di pietra focaia, con il sesso secco del fuoco e, non parlando con nessuno, stendermi … Continua a leggere Un gatto di Pablo Neruda

Scrivere. Il nervo che irradia la mano

Per chi scrive lo scrittore? Innanzitutto per se stesso perché scrivere è liberarsi. Scrive perché la scrittura tiene fede a quella libertà di espressione che in alcuni è un’urgenza, come se le parole si addensassero sotto un tappo pronto ad esplodere se non le si lasciassero fluire liberamente. C’è una catarsi nello scrivere che attraversa come una scossa elettrica ogni nervo fluendo verso le mani. … Continua a leggere Scrivere. Il nervo che irradia la mano

Arthur Rimbaud, poeta veggente.

In un giorno come questo di 160 anni fa nelle Ardenne nasceva quello che sarebbe ben presto diventato il guastatore per eccellenza, Arthur Rimbaud. Era il 1854, figlio di un capitano dell’esercito e di una proprietaria terriera, Arthur visse i suoi primi anni nel provincialismo a cui sua madre lo relegò, approfondendo i classici e rivelando un precocissimo talento. Nel 1869 scrive la sua prima … Continua a leggere Arthur Rimbaud, poeta veggente.

Nessuno mette la poesia in un angolo. Come suona il mare la notte

COME SUONA IL MARE LA NOTTE  Nessuno mette la poesia in un angolo è come un mantra che vuole fregarsene di tutte quelle volte che un editore mi ha detto, alzando le spalle, “purtroppo la poesia non ha mercato in Italia“. E vuole ripartire da una frase che un amico poeta e pianista mi ha detto ieri: perché comprare una fede se non si ha … Continua a leggere Nessuno mette la poesia in un angolo. Come suona il mare la notte

Marina Cvetaeva: non mettete la poesia in un angolo

Marina Ivanovna Cvetaeva, o Svetaeva, in russo: Мари́на Ива́новна Цвета́ева, pronunciato Zvetàieva (Mosca, 8 ottobre 1892 – Elabuga, 31 agosto 1941), è stata una poetessa e scrittrice russa. Nata a Mosca, fu una delle voci più originali della poesia russa del XX secolo e l’esponente più di spicco del locale movimento simbolista; il suo lavoro non fu ben visto dal regime staliniano, anche per via … Continua a leggere Marina Cvetaeva: non mettete la poesia in un angolo