TINA DI PINO CACUCCI: UN’ITALIANA RIVOLUZIONARIA

Le biografie hanno qualcosa di affascinante e controverso, attraggono e respingono a seconda che le si voglia vedere come polpettoni monotematici o come interessanti focus.
Nel caso di Tina, di Pino Cacucci, uscito per l’Universale Feltrinelli nel 2005, non vi è nessuna pretesa didattica perché Tina non è solo una biografia ma è un romanzo avvincente con il quale il suo autore riconsegna al pubblico una grande personalità italiana a torto dimenticata.
In America, dove emigra insieme alla sua famiglia negli anni 20, Tina Modotti sarà modella e attrice , ma soprattutto fotografa, dopo l’incontro con Edward Weston.
 La sua vicenda biografica e il suo impegno culturale sarà legato a doppio filo alle vicende politiche nelle quali si trova ad essere protagonista.
Artista affermata e instancabile rivoluzionaria, divenne militante politica durante gli sconvolgimenti che interessarono il Messico a cavallo tra gli anni 20 e i 30, combatté con le Brigate Internazionali in Spagna, fu occhio critico e attento, capace di cogliere gli aspetti più crudi della realtà.
In questo romanzo, cronicistico a volte, i tratti di “Tinissima” – soprannome datogli da uno dei suoi amori – scompaiono sopraffatti dalle tinte forti degli orrori della guerra d’indipendenza del Nicaragua, della morte di Trotzkij, della figura di Stalin.
Non sarebbe potuto essere altrimenti, perché ci sono vite che meritano di essere raccontate non solo per quello che furono in se stesse, ma ancora di più per il dirompente effetto che su di loro ha avuto la Storia, la Storia che trasforma, sposta, infiamma e ferisce.
Tina Modotti è stata innanzitutto uno spirito libero, incendiario, dirompente, un’artista, una fotografa in prima linea e non solo un’esteta.
“La fotografia, proiettata solo sul presente e fondandosi su quanto esiste oggettivamente di fronte alla macchina, si afferma come il mezzo più incisivo per registrare la vita reale in ogni sua manifestazione. Da qui il valore documentario, e se a ciò si aggiunge [….]una chiara idea del posto occupato nell’evolversi della storia, ritengo che il risultato sia degno di un proprio ruolo nella rivoluzione sociale.”
Questo scrive Tina nel 1929 e questo resterà sempre, una rivoluzionaria.
Tina muore il 5 gennaio 1942, colpita da infarto. La stampa scandalistica tenterà di trasformare la sua morte in un delitto politico ma Neruda, indignato per queste polemiche, scrive una poesia che verrà poi pubblicata da tutti i giornali:
…sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l’anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.
Tina non è solo un romanzo, né semplicemente una biografia, ma è anche il doveroso tributo ad un’italiana sconosciuta ai molti, modello di donna antifascista decisa a riappropriarsi di se stessa.
Un ottimo libro per chi voglia approfondire l’esistenza della bellissima Modotti, ma anche conoscere meglio uno dei periodi storici più sanguinari e controversi del 900.
C.D.